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Agribirrificio Luppolajo, la birra a filiera corta

A Castel Goffredo, in provincia di Mantova, l’azienda agricola Treccani si impegna da più di un secolo a coltivare ed offrire prodotti agroalimentari di alta qualità, frutto di un profondo amore per la terra. Questa filosofia ed una grande conoscenza della materia prima, soprattutto in campo cerealicolo, hanno innescato un dirompente interesse ed una sconfinata passione per la produzione di birra di alta qualità. Infine lo scorso anno la concretizzazione del sogno, cioè la creazione, internamente all’azienda agricola, dell’Agribirrificio Luppolajo. Il progetto si basa sull’idea di proporre una birra ottenuta grazie ad una filiera cortissima e che preveda l’utilizzo prevalente di ingredienti direttamente coltivati nei terreni di proprietà. In questo modo anche l’ecosostenibilità e la salvaguardia del territorio diventano elementi di business aiutando a valorizzare ulteriormente il prodotto finale. Altra forte attrattiva verso l’attività del birrificio è la decisione di implementare alla più comune coltivazione dell’orzo distico, quella del ben più sconosciuto luppolo. Durante l’Ottocento, a causa dell’ingerenza amministrativa asburgica, la decisa influenza culturale determinò un primo diffondersi del consumo di birra anche nella Penisola. Nacquero dunque fabbriche birrarie che avevano bisogno di tutta la materia prima necessaria per la produzione. Così sorsero campi di luppolo – appunto luppolaj – in zone comprese tra l’Emilia ed il Lombardo-Veneto. Successivamente, durante il secolo scorso, questo tipo di coltura venne del tutto abbandonato ed è proprio questa la sfida che oggi il birrificio ha raccolto: recuperare la coltivazione ormai dimenticata di questa pianta. Attraverso questo ultimo step infatti, il birrificio può creare una birra letteralmente e totalmente locale.